Giovedì, 17 Giugno 2021

Tracciabilità, dazi, digitalizzazione, sostenibilità: Il 2020 del settore alimentare italiano e le sfide future

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Chiuso il 2020, i vari settori del mondo alimentare italiano colgono l’occasione per riflettere su alcune tematiche di grande peso, quali il peso dei dazi sull’export dei prodotti agroalimentari, la digitalizzazione dei propri archivi e la sostenibilità degli imballaggi. Al contempo, lo sviluppo tecnologico sta apportando importanti novità che potranno in futuro rendere ancora più sicuri i prodotto che arrivano sulle nostre tavole.

Con l’insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti, la Cia-Agricoltori Italiani è in prima linea nel richiedere una risoluzione dei dazi posti dal predecessore, chiedendo un maggiore impegno all’Unione Europea in questo senso, lamentando l’alta imposizione del 25% su numerosi prodotti agricoli, che pesa su un settore d’esportazione dal valore di 42 miliardi di euro registrati nel 2020. L’associazione nel mentre sta varando il portaleCia per il suolo”, composto da 14 schede audiovisive e volto a condividere maggiormente le “Linee guida volontarie” promosse dalla Fao sulla gestione sostenibile del suolo. Dall’irrigazione ottimale del suolo alla riduzione dei pesticidi, il sito sarà implementato con suggerimenti e best practice condivise, rafforzando i progetti di sostenibilità ambientale. Il sito prevede inoltre un certificato di frequenza, correlato da test di valutazione, per diventare “custodi della terra”.

Frattanto, il settore dell’enologia ottiene il riconoscimento di “beni culturali” per i suoi archivi e la biblioteca dell’Unione Italiana Vini, presso la sede di San Vittore al Teatro in Milano poiché «viva testimonianza della storia dell'enologia […] e della comunicazione di un'impresa a livello nazionale e internazionale, che ha attraversato l'intero Novecento fino ai giorni nostri» (Decreto n.17 del primo luglio 2020 della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia). Proprio in questa cornice, l’UIV sta procedendo a digitalizzare l’intero patrimonio storico dal 1895 ad oggi. In questo settore, si segnala l’importante successo registrato dal Brunello di Montalcino, con circa un milione di contrassegni Docg registrati nel 2020 dal Consorzio di tutela del vino, registrando un aumento del 12,2% rispetto al 2019 e del 4,3% rispetto alla media degli ultimi 5 anni.

 

Federpesca (Federazione nazionale delle imprese di pesca) e Aipe (Associazione italiana dei produttori e trasformatori di polistirene espanso) hanno invece raggiunto un’intesa volta ad incentivare l’uso di imballaggi isotermici in Eps (polistirene espanso sinterizzato riciclabile e al contempo più resistente, più isolante e più sicuro), accelerando verso un’economia più circolare e sostenibile.

Il rapporto tra tecnologia e prodotti alimentari è destinato ad aumentare sempre più. Una delle sfide più importanti è infatti riuscire ad assicurare la tracciabilità dei prodotti agricoli ed agroalimentari nel quadro di una maggiore tutela dei consumatori.

In quest’ottica prenderanno il via i controlli di tracciabilità sul cibo con tecniche nucleari, grazie all’accordo di collaborazione siglato tra l'ispettorato Repressione Frodi del ministero delle Politiche Agricole e la Società Gestione Impianti Nucleari. Tecnicamente si tratta di un passo avanti nella ricerca sperimentale di tecniche di derivazione nucleare che i due enti stanno avviando per codificare le tecniche radiochimiche attraverso l'uso dei radionuclidi specifici per la tracciabilità di prodotti agroalimentari. Questo procedimento, valutando la quantità di radioisotopi presenti tipici dei differenti territori, permetterà di valutare in modo inequivocabile l’origine del prodotto selezionato.

Al contempo, il progetto europeo “h-Alo” permetterà invece di controllare la presenza di batteri e contaminazioni nei prodotti a “chilometro zero” tramite un sensore ottico portatile. Lo strumento garantisce sicurezza ai consumatori anche per i prodotti provenienti da catene produttive a filiera corta (potenzialmente meno soggetti a controlli) e sarà convalidato in laboratorio e sul campo. Successivamente verrà utilizzato in via sperimentale nel contesto della strategia “Farm to Fork”, nell’ambito dell'European Green Deal avvalendosi di un finanziamento pari a 4,2 milioni di euro dalla Commissione Europea per il programma Horizon 2020.

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