Giovedì, 17 Giugno 2021

La dittatura dei burocrati

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Via l’assessore Gallera, dopo il rimpasto della propria giunta il presidente Fontana acquisisce forza e coraggio per opporsi con tutte le sue energie, compreso un ricorso alla vituperata magistratura, contro la classificazione in zona rossa della Lombardia. La scelta del Governo, insensata e ora lo sappiamo per certo, che ha decretato la chiusura dei negozi in mezzo ai saldi invernali. 

Il giudice amministrativo, invocato dal presidente lombardo, lo scorso giovedì 21 invece che decidere nel merito del ricorso chiede un supplemento di informazioni,  rinviando la sentenza a lunedìper vederci chiaro. Sapendo tutti che ieri, venerdì 22, la settimanale cabina di regia dell’Istituto Superiore di Sanità avrebbe rivisitato le classificazione territoriali sulla base dei nuovi dati settimanali di contagio ampiamente positivi, tali da garantire l’uscita lombarda dalla zona rossa.

Apparentemente una via di uscita per evitare alla magistratura di dirimere una matassa così intricata e pericolosa, sanitariamente economicamente e anche politicamente. Ma ieri il colpo di scena, l’approfondimento sui dati andava fatto davvero.

Gli statistici della Regione Lombardia in presenza di un tampone positivo registrano il contagio, ma in assenza di un tampone negativo anche a mesi di distanza non registrano la guarigione. Quindi nel tempo si sono accumulati decine di migliaia di lombardi che non guariscono mai, magari asintomatici fin da principio la cui condizione è stata tracciata solo nella fase iniziale e di cui poi la burocrazia sanitaria ha perso le tracce. 

Sono rimasti in un limbo, che ha trascinato il commercio nell’inferno.

I dati della Lombardia solo oggi finalmente si scopre sono sempre sembrati peggiori di quello che in realtà fossero davvero per un cocktail micidiale di sciatteria, burocrazia e presunzione. 

Questi fatti emergono solo oggi perché la politica regionale ha, dopo mesi di latitanza, forzato il sistema dei Cts regionale e nazionale, portando a galla un quadro devastante per cui era funzionale alle nuove rampanti burocrazie sanitarie, rappresentato dai camici sempre in TV, mostrare la crisi sanitaria a tinte ancora più fosche della tragica realtà.

Certo la Regione non ci fa una bella figura, di fatto ha ricorso al Tar contro se stessa. Ma se fosse stato l’unico modo per far saltare il tappo dei padroni dei dati, dei burocrati della “scienza” che hanno preteso di governare le nostre vite e le nostre scelte senza esserne capaci, in una guerra di poteri, la lettura della vicenda cambierebbe segno.

Stamattina in un’intervista l’ex assessore Gallera sostiene che la sua famosa corsetta con amici fuori comune durante il lockdown è servita a cambiare le regole, perché il suo comportamente allora vietato invece oggi è ammesso. Riconosco la stessa sciatteria, burocrazia e soprattutto presunzione di chi ha permesso ai vari Pregliasco di turno di prendere il controllo delle nostre vite e del nostro lavoro.

Resta una sola domanda: ma ora chi paga?