Lunedì, 26 Settembre 2022
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Le scelte della Lombardia. Anno nuovo, giunta nuova!

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Che nel Movimento 5 Stelle ci sia un problema con la lingua italiana è ormai cosa nota. Ma da qui a parlare di “golpe” – sissignori: proprio così – per il rimpasto della Giunta Fontana in Lombardia, ce ne passa. Persino i Consiglieri pentastellati, una volta terminate le urla spagnolesche che hanno contraddistinto le loro dichiarazioni post conferenza stampa del Presidente Fontana – riconosceranno le loro esagerazioni. Ma tant’è.


Esce Gallera, entra Letizia Moratti. Questa sembra la notizia principale annunciata da Fontana, che ha chiamato l’ex sindaco di Milano per affidarle l’Assessorato al welfare e la vice-presidenza. Moratti è una manager pragmatica e poco incline ai giochi politici: quando era a Palazzo Marino la sua indipendenza era mal sopportata all’interno dell’allora PdL. Verrebbe da dire: bene, è tutto quello che serve per un ruolo così delicato in un momento così delicato. Ma il colpo dal cilindro questa volta non è stato di Forza Italia ma della Lega, che può vantare il suo arrivo in Giunta e aprirsi ad alcune istanze della società civile milanese (e non solo) che in passato guardavano ai partiti moderati e liberali. Moratti si occuperà subito del dossier vaccinazioni e della riforma della legge del 2 agosto 2015, quella, ormai celebre, sul sistema sociosanitario lombardo, approvata dalla Giunta Maroni.

 

La Lega porta in squadra due nuove forze come Guido Guidesi e Alessandra Locatelli, rispettivamente alla Famiglia e alle Attività Produttive. Forte è la voglia del Carroccio di incidere su battaglie conservatrici legate allo stile di vita dei suoi elettori, e di gestire un assessorato – quello prima presieduto dal forzista Mattinzoli – che sarà centrale per la ripresa dell’economia e il recovery fund. Guidesi e Locatelli hanno già fatto parte della squadra di Governo della Lega nel Conte 1.

 

Forza Italia perde la vicepresidenza, e vede l’allontanamento di Gallera – cui va dato comunque l’onore delle armi – ma conquista un super-assessorato con l’ex Vicepresidente Fabrizio Sala, che si occuperà, tra le altre cose, di istruzione, università e ricerca. Entra in Giunta come sottosegretario anche Alparone tra i forzisti, mentre Mattinzoli passa dalle Attività Produttive alla Casa. L’assessore alla casa, il leghista Bolognini, ha ottenuto l’incarico di occuparsi della Città Metropolitana e dei tanti progetti su Milano e non solo: dal MIND alle Olimpiadi invernali 2026, oltre che le deleghe ai giovani e alla comunicazione. Vista l’esperienza di quest’anno con il Covid, non c’è alcun dubbio che la sua esperienza in ambito di politica e comunicazione servirà alla Giunta.

 

Sicuramente il Presidente Fontana ha rafforzato la squadra, anche se ora gli occhi cadranno soprattutto su di lui. Un eventuale passo falso vedrà la stampa di sinistra e l’opposizione sempre più agguerrita nei suoi confronti, così come lo è stata nella scorsa primavera. Ma ora la Giunta ha una Moratti – voluta fortemente anche da lui – nel motore.

 

 

di Daniele Meloni