Domenica, 14 Luglio 2024

Venti di guerra informatica negli Stati Uniti d’America e l’amministrazione Biden gioca d’attacco

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Mentre i giornali italiani si concentrano sulle modalità di uscita di scena dei coniugi Trump, sulla stampa anglosassone si parla di “tempesta perfetta per gli attacchi informatici” e si studiano con attenzione le mosse della nuova amministrazione Biden.

Oltre alle tensioni politiche, la nuova amministrazione americana ha ereditato infatti una complessa situazione informatica. Il quarantaseiesimo presidente Joe Biden si insedia in un momento in cui i cyber attacchi contro il settore pubblico e quello privato negli Stati Uniti sono ai massimi storici. Una “buona difesa non è sufficiente, dobbiamo innanzitutto interrompere e dissuadere i nostri avversari dall’intraprendere attacchi informatici significativi ", ha affermato nei giorni scorsi il presidente.

La posta in gioco è molto alta perché in pericolo ci sono dati e informazioni strategiche in grado di minare la stabilità sociale, politica ed economica del nuovo continente.

I primi segnali evidenti di un aumento della tensione risalgono a una quarantina di giorni fa, quando il più importante attacco informatico degli ultimi cinque anni ha compromesso i sistemi dei dipartimenti del tesoro e del commercio. Durante questo attacco i pirati informatici hanno preso di mira SolarWinds, azienda che produce software con sede in Texas. I pirati informatici avrebbero “bucato” i sistemi di SolarWinds per inoculare un malware all’interno del file di installazione di Orion, la piattaforma per la gestione delle infrastrutture informatiche che rappresenta il prodotto di punta dell’azienda e che vanta tra i suoi clienti anche le forze armate statunitensi, il parlamento europeo, il sistema sanitario britannico e alcune agenzie della NATO.

La preoccupazione per gli attacchi informatici è aumentata anche a seguito del recente assalto al Campidoglio nel quale si ipotizza che persone non autorizzate possano aver violato macchine e reti o installato dispositivi dannosi nell’edificio, sebbene finora non ci siano prove di questo. Sembra piuttosto probabile invece che sulla scia dei disordini possa essere stato rubato un laptop dall’oratore dell’ufficio della Camera Nancy Pelosi.

In questo contesto, le preoccupazioni del presidente americano sono orientate anche ad assicurarsi di poter proteggere la nazione da un’ondata di attacchi informatici diretti allo sviluppo e alla distribuzione dei vaccini per il Covid-19.

"Come abbiamo visto nelle ultime settimane, gli interessi della sicurezza informatica degli Stati Uniti rimangono un obiettivo importante e dobbiamo combattere i cattivi attori che cercano di danneggiare il nostro modo di vivere e minacciare la nostra posizione nel mondo", ha dichiarato recentemente un portavoce della transizione di Biden.

L’esercito che Biden si appresta a schierare per difendere il paese dagli attacchi informatici è molto importante. Il presidente ha appena nominato Anne Neuberger, attuale capo della divisione per la sicurezza informatica della National Security Agency (NSA),  vice consigliere per la sicurezza nazionale e responsabile della sicurezza informatica e Rob Joyce direttore della NSA.

Le altre quattro persone che insieme a Anne Neuberger entreranno a far parte del team che si occuperà di sicurezza informatica (Michael Sulmeyer, Elizabeth Sherwood-Randall, Russ Travers e Caitlin Durkovich) hanno precedentemente ricoperto posizioni di alto livello nella sicurezza nazionale. 

Il piano dell’amministrazione Biden è molto importante e punta su azioni preventive per proteggere meglio i dipartimenti del governo attraverso solidi standard di sicurezza informatica e una migliore condivisione delle informazioni. All’inizio di questo mese Biden ha presentato l’American Rescue Plan da 1,9 trilioni di dollari che include 9 miliardi di dollari per affrontare la crisi della sicurezza informatica.

Un tempo si sarebbe detto “boots on the ground”, ma nel nuovo scacchiere della guerra informatica il nuovo motto sembra essere “boots in the byte” e le intenzioni di schierare un esercito corazzato ci sono tutte.