Lunedì, 30 Gennaio 2023

Ufficiali le date del Festival di Sanremo (ma non si salpa)

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Partiamo dai punti cardine; Sì, il Festival della canzone italiana lanciato nel lontano 1951 si terrà. Sì, la cornice resterà sempre la splendida città di Sanremo, in Liguria (e da lì non si schioda). Sì, il vincitore otterrà il diritto a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Festival (che non vinciamo dal lontano 1990 con Toto Cutugno e prima ancora nel 1964 con Gigliola Cinquetti).

La data invece cambia rispetto al classico mese di febbraio, venendo posticipata dal 2 al 6 marzo, con la speranza di permettere la presenza del pubblico presso il teatro dell’Ariston.

Il “Festival della Rinascita”, così soprannominato per questa edizione dal riconfermato conduttore Amadeus (pseudonimo dello showman Amedeo Umberto Rita Sebastiani), vuole puntare a diventare un fenomeno sociale di rinnovata ispirazione per gli italiani, costretti a fare i costi con la pandemia di Covid ancora in atto e le restrizioni del Dcpm valide sino al 5 marzo.

Saranno ad ogni modo drasticamente ridotti i posti riservati agli accreditati stampa (forse sostituiti da posti destinati ad operatori sanitari già vaccinati, come segno di riconoscimento per il loro lavoro in questo intenso periodo), lasciando alle autorità competenti, agli organizzatori e alla Rai la formulazione e la gestione di appositi protocolli. Risulta definitivamente archiviata la proposta di ospitare gli spettatori su una apposita nave per tutto il periodo del Festival, facendoli sbarcare ogni sera e reimbarcare alla fine delle prestazioni canore del giorno. Il maggior Comune della Provincia di Imperia sarà frattanto al centro di numerosi sopralluoghi volti a definire gli spazi disponibili e compatibili con le norme anti-contagio.

Non mancano ad ogni modo le critiche, incentrate sulle attività collaterali dell’evento. Se una fetta di ristoratori risultano ulteriormente incentivati a chiedere maggiori libertà, il settore discografico ha avanzato delle critiche, temendo che l’evento possa diventare prevalentemente televisivo marginalizzando il mercato dei dischi.

Ironicamente, si suol dire in merito al 2020 che l’ultimo momento di “normalità” da ricordare, prima della pandemia, prima di scrivere sui balconi che “Andrà tutto bene” o urlare che “Non ce n’è di Coviddi”, sia stata l’espressione “Dov’è Bugo”, riferita all’abbandono del palco da parte del cantante Cristian Bugatti per le offese in pubblico espresse dal compagno canoro Morgan sul palco dell’Ariston e che tutti, volenti o nolenti, avremo letto almeno una volta sui social o sentito ripetere da qualche conoscente. Che interessi o meno, Sanremo è sempre Sanremo.

 

 

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