Giovedì, 17 Giugno 2021

Vade retro Tik Tok, parola dei vescovi

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Roma. Vade retro Tik Tok, parola della Cei. Vade retro, almeno per i minori under 14. La tragedia della bambina di Palermo, morta "per gioco" a 10 anni probabilmente per aver partecipato a una challenge sulla piattaforma cinese, ha lasciato il segno. Nel dibattito è arrivata, pesante, anche la posizione dei vescovi. "Credo che a certi social debba essere consentito l'accesso a cominciare dai 14-15 anni, a 8-10 anni è deleterio": cosi' il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, rispondendo all'ANSA. "A 10 anni - ha aggiunto Bassetti - è fortissimo il senso dell'imitazione e se si crea la figura dell'eroe o il senso di competizione, possiamo avere dei risultati drammatici come è successo". 

L'ALLARME DEL TELEFONO AZZURRO

"La tragedia di Palermo rappresenta una manifestazione estrema e sconvolgente del disorientamento dei più giovani, già più volte manifestato attraverso gli episodi di violenza, esercitata e subita, registrati dalle cronache negli ultimi mesi. Cos'altro dobbiamo aspettare per intervenire a tutela dei minori? Come dichiarato dal Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron, in Francia verrà immediatamente introdotto un supporto psicologico ai bambini per rilevare e intervenire immediatamente laddove venga perpetrata violenza, anche tra le mura domestiche". Lo afferma Telefono Azzurro in una nota in merito alla vicenda della morte della bambina di 10 anni a Palermo per una sfida lanciata su Tik Tok. "Telefono Azzurro, l'associazione che da oltre trent'anni opera a tutela dei minori attraverso linee di ascolto attive 24/7, - si legge nella nota - torna a ribadire l'urgenza di un'azione immediata e strutturata da parte delle istituzioni che devono, una volta per tutte, inserire le necessità dell'infanzia e dell'adolescenza nelle priorità per il Paese. Infatti, è in corso una seconda emergenza, in parte collegata a quella sanitaria, che scaturisce dall'impossibilità dei più giovani di condurre una vita relazionale normale e, soprattutto, di potersi confrontare direttamente con i propri pari e con gli insegnanti, da sempre prime sentinelle dei disagi psicologici di bambini e ragazzi".

UNA LEGGE DA SFRUTTARE

Dall'agosto del 2019 è nuovamente obbligatorio e curricolare l'insegnamento dell'educazione civica a scuola. La norma, approvata praticamente all'unanimità, prevede specificamente l'educazione alla cittadinanza digitale, già dai primi anni delle elementari. Un'occasione per confrontarsi in classe su questi temi, anche con la collaborazione di esperti esterni.